martedì, 27 Febbraio 2024

I titoli di studio più richiesti: ecco i risultati del career day!

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Alcune conclusioni a valle della seconda edizione di Scopritalenti, il career day organizzato da Randstad Italia in concorso con la Fondazione Sodalitas, hanno riservato qualche sorpresina in merito ai diplomi ed alle lauree più richieste e che, pertanto, possono riservare qualche prospettiva occupazionale in più. Andiamo con ordine.

Per quanto riguarda i diplomi, ci sono delle buone offerte di lavoro per quanto concerne periti, siano essi meccanici, informatici, elettronici o di telecomunicazioni.
Un po’ in calo le quotazioni di geometri e periti edili.

La vera sorpresa è stata però constatare che c’è una certa richiesta per quanto attiene ai diplomati in ragioneria. Da sottolineare anche l’attenzione e la ricerca di bravi diplomati nel settore della moda; moda che, da sempre, rappresenta un vero e proprio vanto per tutto il Made in Italy.

Passiamo adesso alle lauree. Poche sorprese anche qui.
Le competenze ingegneristiche sono quelle capaci di garantire qualche atout in più da giocare nel mondo del lavoro.

E’ interessante notare che l’ingegnere gestionale è un soggetto molto corteggiato.
Sorpresa relativa per la verità. Il percorso di studio si attaglia bene alle competenze che deve avere un dirigente per la piccola e media impresa che rappresenta poi la stragrande maggioranza del tessuto industriale italiano. L’ingegnere gestionale di oggi ha preso il posto del “vecchio” ingegnere meccanico, buono per tutti gli usi, di qualche decade fa.

Apprezzata sempre una buona laurea in Giurisprudenza; d’altronde siamo o non siamo il paese del dottor Azzeccagarbugli? Ha buone probabilità di impiegarsi anche chi sceglie le professioni paramediche, con quelle infermieristiche sempre in pole position. E con buona pace di chi usa tante energie per diventare biotecnologo o chimico, per loro, in Italia, ci sono tante difficoltà.

Tutto ciò va’ inserito nel quadro generale del mondo del lavoro che vede inevase gran parte delle domande di fabbri, tornitori, muratori, falegnami, pizzaioli, meccanici, idraulici, panettieri. Lavori dove la presenza straniera va’ ormai per la maggiore.

Eppure Richard Sennett, sociologo di Harvard, nel suo bel libro L’uomo Artigiano ha fatto capire che a salvarci dalla crisi sarà non un intellettuale bensì un artigiano, seppur in senso lato.

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