mercoledì, 29 Novembre 2023

Concorso Dirigenti scolastici, differenze di genere tra uomini e donne: le quote blu fanno discutere

I dati statistici del settore rilevano una predominanza femminile: la quota blu scatterà dove la differenza fra i generi supera il 30%

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I concorsi pubblici relativi alla scuola sono sempre stati una grande opportunità per tutti coloro che, indipendentemente dal genere, desiderano una carriera all’interno dell’ambiente scolastico. Il bando relativo ai dirigenti scolastici, però, sta facendo in qualche modo discutere a causa del dislivello tra uomini e donne.

I DATI E LE STATISTICHE SUL CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Una disposizione che coinvolge tutti i concorsi pubblici è stata introdotta mediante il d.P.R. n. 82 del 16 giugno 2023. La norma ha introdotto una specifica clausola per garantire la “parità di genere” nelle Pubbliche Amministrazioni. Nel contesto specifico del settore scolastico, in quanto le donne sono maggioranza, l’equilibrio è rappresentato dal colore blu anziché quello rosa.

La necessità di questo equilibrio di genere nel settore scolastico è evidenziata dai dati statistici di questo settore che dimostrano un vantaggio del genere femminile in posizioni dirigenziali. Questi dati risalgono a dicembre 2022. Dunque, cosa accadrà?

La “quota blu” entrerà in vigore nelle Regioni dove il divario di genere sia superiore al 30% a parità di competenze e titoli, e senza ulteriori vantaggi previsti da leggi speciali. In caso contrario, verrà data preferenza al genere meno rappresentato nel processo di selezione dei candidati.

Nel caso specifico, la Sardegna non sarà soggetta all’applicazione della “quota blu” in quanto il divario di genere nella regione è intorno al 24%.

IL DIBATTITO SULLE QUOTE

Le posizioni sulla questione sono diverse, chi condanna e chi no. Il presidente nazionale di DirigentiScuola ha criticato questa misura all’ANSA: “Stando ad un semplice metodo statistico, considerato per partecipare al concorso bisogna essere docente e che oltre il 90% dei docenti è composto di donne, le candidate al concorso saranno quasi tutte donne. In una graduatoria di 587 posti, gli uomini saranno pochissimi. Anche dando loro la precedenza, a parità di punteggio i maschi saranno pochissimi”.

Cristina Costarelli, presidente Anp Lazio, difende invece il principio di parità di genere. Secondo lei, la “quota blu” rappresenta una misura di tutela per il genere sottorappresentato. Costarelli si chiede perché ci siano così pochi insegnanti maschi interessati a diventare dirigenti scolastici e osserva che nelle facoltà universitarie si stanno registrando segni di un aumento del numero di studenti maschi nelle discipline educative. Questo suggerisce che potrebbe esserci un cambiamento in atto.

Il Coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, sottolinea all’Adnkronos: “Non credo che cambierà la situazione di nettissima prevalenza femminile. I maschi si sono allontanati dalla scuola soprattutto per le retribuzioni troppo basse, rispetto a qualsiasi altro impiego”.

LA POSIZIONE DEL MINISTERO SUL CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

Il Ministero ha emanato una nota, con la quale chiarisce che “non è stata prevista nel bando alcuna riserva a favore dei candidati di genere maschile ma solo una preferenza che non sovverte l’ordine di graduatoria dei vincitori del concorso”.

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