giovedì, 11 Agosto 2022

Concorsi pubblici, valutazione dei titoli: cambiamenti in corso

I concorsi pubblici potrebbero variare ulteriormente per quanto riguarda la valutazione dei titoli

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Sono in arrivo delle novità sui concorsi pubblici in merito alla valutazione dei titoli. Queste idee arrivano dopo alcuni emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle al decreto Covid n.44 del 1° aprile che ha definito le nuove regole. Tuttavia, a queste modifiche sembrerebbe favorevole anche Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione.

Cosa cambia per la valutazione dei titoli

Per i concorsi pubblici si andrebbero a rendere più severe le regole sulla valutazione dei titoli, anche per quanto riguarda l’esperienza professionale. Per Brunetta, si vuole correggere questa proposta facendo sì che titoli ed esperienza professionale non possano superare comunque il 33% del punteggio complessivo.

I titoli, inoltre, dovranno essere strettamente collegati alla natura e alle caratteristiche delle posizioni bandite. Si prevede, quindi, che questa nuova regola sarà applicata principalmente ai concorsi pubblici per i profili a elevata specializzazione.

Le regole per i nuovi concorsi prevedono: l’eliminazione della preselettiva e la sostituzione con la valutazione dei titoli e dell’esperienza, prova scritta e orale. Gli stessi del Movimento 5 Stelle, inoltre, chiedono a gran voce che non si applichi la valutazione dei titoli e dell’esperienza al concorso per la scuola.

“L’emendamento prevede che titoli ed esperienze professionali possano concorrere alla formazione del punteggio finale solo in misura non superiore a un terzo. È un ottimo primo passo in avanti e pensiamo sia anche una risposta seria alle proteste dei nostri giovani. Ma vogliamo andare oltre, il Movimento 5 Stelle in commissione propone d’inserire un criterio di proporzionalità anche laddove permanga la valutazione dei titoli per l’ingresso ai concorsi: chiediamo che questa sia svolta tenendo conto in modo proporzionato delle mansioni collegate alle professionalità e ai profili richiesti nei bandi. Infine, continuiamo a batterci affinché i nuovi criteri non si applichino ai concorsi per la scuola. Altrimenti si darebbe troppo vantaggio a chi vanta titoli di servizio acquisiti a danno dei più giovani aspiranti docenti” dicono i 5 Stelle.

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