sabato, 20 Agosto 2022

Commissari di polizia: il dubbio sulla compatibilità tra UE e limite di età

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Il 7 dicembre 2021 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana IV Serie speciale “Concorsi ed esami” il bando del concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di 140 commissari della Polizia di Stato.
Di tale concorso ne avevamo parlato in un altro articolo consultabile cliccando qui all’interno del quale troverete tutte le relative informazioni.
Com’è noto, tra i requisiti di partecipazione al concorso per commissari è previsto il limite di età del trentesimo anno non compiuto, con alcune eccezioni per talune categorie di candidati.
Proprio tale previsione ha fatto sorgere un dibattito circa la compatibilità di tale limite di età con il diritto dell’UE sebbene riferito al precedente concorso del 2019.

IL LIMITE DI ETA’

L’articolo 3 D.Lgs. 334/2000 prevede che “Il limite di età per la partecipazione al concorso, non superiore a trenta anni, è stabilito dal regolamento adottato ai sensi dell’articolo 3, comma 6, della legge 15 maggio 1997, n. 127, fatte salve le deroghe di cui al predetto regolamento (…)”.

Si fa riferimento, cioè, ai regolamenti ministeriali attraverso i quali è previsto il limite del trentesimo anno di età elevato fino ad un massimo di tre anni, in relazione all’effettivo servizio militare prestato dai candidati.
Si prescinde, inoltre, dal limite di età per i candidati appartenenti alla Polizia di Stato.
Per i candidati appartenenti ai ruoli dell’Amministrazione Civile dell’interno il limite d’età è di trentacinque anni.

L’ORDINANZA DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato con ordinanza n. 3272/2021 ha rimesso alla Corte di Giustizia la seguente questione “se la direttiva 2000/78/CE del Consiglio del 27 novembre 2000, l’art. 3 del TUE, l’art. 10, TFUE e l’art. 21 della Carte dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea vadano interpretati nel senso di ostare alla normativa nazionale contenuta nel d.lgs. n. 334 del 2000 e nelle fonti di rango secondario adottate dal Ministero dell’interno, la quale prevede un limite di età pari a trent’anni nella partecipazione ad una selezione per posti di commissario della carriera dei funzionari della Polizia di Stato”.

La direttiva 2000/78 CE è stata recepita nell’ordinamento nazionale dal d.lgs. 9 luglio 2003, n. 216 che ne ha riportato alla lettera l’intero contenuto.

L’art. 2 lett. b) della direttiva definisce la discriminazione indiretta come quella disposizione, quel criterio o quella prassi apparentemente neutri che possono mettere in una posizione di particolare svantaggio, tra le altre, le persone di una particolare età.

All’art. 3 si precisa, poi, il campo di applicazione della direttiva stabilendo che la stessa si applica, tra le altre, a tutte le persone sia del settore pubblico che del settore privato, in relazione anche ai criteri di selezione ed alle condizioni di assunzione.

La direttiva, tuttavia, ammette la possibilità per gli Stati membri di prevedere eccezioni ai summenzionati principi, purché le differenze di trattamento (…) siano giustificate oggettivamente da finalità legittime perseguite attraverso mezzi appropriati e necessari”.

Dunque, si è posto il problema di capire se la previsione del limite di età per la partecipazione al concorso pubblico per commissario di polizia fosse in contrasto con tale direttiva europea, integrando, pertanto, un’ipotesi di discriminazione indiretta ingiustificata.

Per tale ragione, il Consiglio di Stato ha richiesto l’intervento della Corte di Giustizia sul presupposto che il contrasto non potesse essere risolto con la mera disapplicazione diretta della norma nazionale in favore di quella Europea.

Attendiamo, quindi, la pronuncia della Corte di Giustizia.

L’ORDINANZA

L’ordinanza del CDS è scaricabile cliccando qui.

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