mercoledì, 7 Dicembre 2022

Caduta Governo Draghi, possibili ripercussioni sui concorsi pubblici?

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Com’è ormai chiaro il Governo di Mario Draghi è giunto ai titoli di coda, il Premier si è dimesso e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato per lo scioglimento delle Camere. Questo significa che gli italiani saranno chiamati alle urne il prossimo 25 settembre. Ma quali potrebbero essere le conseguenze di questa crisi di Governo sui concorsi pubblici in corso e su quelli ancora da bandire?

Cerchiamo di capire meglio la situazione.

GOVERNO DRAGHI: COSA PUO’ FARE ORA E COSA CAMBIA PER LA SCUOLA

Attualmente, nonostante le dimissioni del Premier, resta in carica l’esecutivo ma con attività limitata, cioè sarà possibile solamente il “disbrigo degli affari correnti” e quindi verrà assicurata la continuità amministrativa e potranno essere adottate misure d’urgenza.

Tuttavia, non potranno essere esaminati nuovi disegni di legge, Legge di Bilancio inclusa, salvo alcune eccezioni determinate da scadenze imminenti, si pensi al Pnrr.

Alla luce di questo non pochi problemi potrebbero sorgere per il mondo della scuola, in quanto decade con il governo anche il Ministro Bianchi e quindi restano sospese le questioni per quanto riguarda la Legge sul reclutamento, il rinnovo contrattuale con aumento di 50 euro e la ripresa in sicurezza del prossimo anno accademico in relazione all’andamento pandemico.

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COSA CAMBIERA’ PER I CONCORSI PUBBLICI?

Non pochi dubbi sorgono anche per i concorsi pubblici, sia per quelli attualmente in corso che per quelli anticipati ma ancora da bandire. I concorsi, quindi, sono ancora una volta al centro del vortice per la quantità di personale, strutture e aspiranti coinvolti.

È stato, tra l’altro, proprio il 2022 l’anno della riforma della Pubblica Amministrazione fortemente voluta dall’ormai ex-ministro Renato Brunetta e dell’avvio del portale InPA. La riforma prevedeva procedure semplificate e trasparenti, prove digitali e tempi di svolgimento brevi, si parlava di circa 100 giorni tra pubblicazione del bando, prove e graduatorie.

Nonostante non ci siano certezze sui prossimi scenari è comunque importante sottolineare che i concorsi pubblici già banditi e in corso di svolgimento non dovrebbero subire rallentamenti né tantomeno battute d’arresto. Diversa, invece, la situazione per i concorsi anticipati ma non ancora banditi che potrebbero risentire di questa crisi di governo e vedere slittare il proprio avvio.

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