martedì, 9 Giugno 2026

Ministero della Giustizia, incarichi per Psicologi, Criminologi e Mediatori culturali

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Il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha pubblicato una nuova selezione pubblica per la formazione di elenchi di esperti da cui attingere per il conferimento di incarichi di consulenza negli istituti penitenziari della Toscana.

La procedura riguarda tre profili professionali: Psicologi, Criminologi e Mediatori culturali. Gli esperti selezionati potranno essere chiamati a collaborare con l’Amministrazione Penitenziaria nell’ambito delle attività di osservazione, trattamento, supporto e mediazione rivolte alla popolazione detenuta.

La selezione è gestita dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e ha l’obiettivo di costituire elenchi di professionisti idonei per incarichi presso gli istituti appartenenti ai distretti delle Corti d’Appello di Firenze e Genova.

Il termine per presentare domanda è fissato al 21 maggio 2026, entro le ore 24:00.

FIGURE RICHIESTE

La selezione è rivolta a professionisti qualificati in ambito psicologico, criminologico e interculturale. Le figure richieste sono:

  • Psicologi;
  • Criminologi;
  • Mediatori culturali.

Gli incarichi saranno svolti in regime di consulenza e non comportano automaticamente l’instaurazione di un rapporto di lavoro stabile con l’Amministrazione. L’inserimento negli elenchi costituisce infatti il presupposto per eventuali chiamate da parte degli istituti penitenziari, in base alle esigenze operative.

SEDI DEGLI INCARICHI

Gli incarichi potranno essere conferiti presso gli istituti penitenziari appartenenti al Distretto della Corte d’Appello di Firenze e al Distretto della Corte d’Appello di Genova.

Nel Distretto della Corte d’Appello di Firenze rientrano, tra gli altri, gli istituti di Arezzo, Firenze Sollicciano, Firenze “Mario Gozzini”, Grosseto, Livorno, Gorgona, Lucca, Massa Marittima, Pisa, Pistoia, Porto Azzurro, Prato, San Gimignano, Siena e Volterra.

Per il Distretto della Corte d’Appello di Genova è indicata la Casa di Reclusione di Massa.

Gli elenchi degli idonei avranno durata di 4 anni. Gli incarichi potranno avere durata massima di 1 anno, con possibilità di rinnovo entro il periodo di validità dell’elenco.

REQUISITI DI PARTECIPAZIONE

Per partecipare alla selezione del Ministero della Giustizia è necessario possedere requisiti generali comuni a tutti i profili e requisiti specifici legati alla categoria professionale per cui si presenta domanda. La procedura è rivolta a professionisti già qualificati, in grado di operare in un contesto delicato come quello penitenziario, dove sono richieste competenze tecniche, equilibrio professionale, riservatezza e capacità di lavorare in raccordo con l’Amministrazione.

I candidati devono possedere:

  • età superiore a 25 anni e inferiore a 70 anni;
  • cittadinanza italiana, cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea oppure una delle condizioni previste dall’art. 38 del D.Lgs. n. 165/2001;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • assenza di condanne penali o applicazioni di pena;
  • assenza di procedimenti penali in corso, procedimenti per l’applicazione di misure di sicurezza o prevenzione, o precedenti penali iscrivibili nel casellario giudiziale;
  • assenza di cause di inconferibilità di incarichi da parte delle Pubbliche Amministrazioni;
  • possesso di partita IVA, necessaria per lo svolgimento dell’incarico in regime di consulenza;
  • in alternativa, per chi non ne sia ancora in possesso, dichiarazione di impegno ad aprire la partita IVA in caso di conferimento dell’incarico.

A questi requisiti generali si aggiungono quelli specifici previsti per ciascun profilo.

Per gli Psicologi sono richiesti:

  • laurea magistrale o vecchio ordinamento in Psicologia;
  • abilitazione all’esercizio della professione di psicologo;
  • iscrizione all’Albo professionale degli Psicologi.

Per i Criminologi è richiesto il possesso di:

  • laurea magistrale o vecchio ordinamento;
  • diploma di specializzazione in criminologia o in scienze psichiatriche forensi;

oppure, in alternativa:

  • master di II livello in criminologia.

Per i Mediatori culturali sono ammessi candidati in possesso di:

  • laurea triennale, magistrale, specialistica o vecchio ordinamento in mediazione linguistica e/o culturale;

oppure laurea triennale, magistrale, specialistica o vecchio ordinamento in uno dei seguenti ambiti:

  • scienze sociali;
  • scienze dell’educazione;
  • scienze della formazione;
  • scienze della comunicazione;
  • lingue;
  • scienze politiche.

In quest’ultimo caso, il titolo universitario deve essere accompagnato da almeno uno dei seguenti percorsi:

  • master di I livello attinente alla qualifica di mediatore culturale;
  • master di II livello attinente alla qualifica di mediatore culturale;
  • dottorato di ricerca attinente alla qualifica di mediatore culturale.

Il possesso dei requisiti dovrà risultare dalla domanda e dalla documentazione allegata. La mancanza anche di uno solo degli elementi richiesti può comportare l’esclusione dalla procedura o l’impossibilità di conferire l’incarico.

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO

La selezione si articola in due fasi: valutazione dei titoli e colloquio di idoneità. Non è prevista una prova scritta, ma un accertamento complessivo del percorso formativo, professionale e delle competenze del candidato rispetto all’incarico da svolgere negli istituti penitenziari.

Nella prima fase saranno valutati i titoli dichiarati nella domanda. L’Amministrazione prenderà in considerazione soprattutto le esperienze professionali coerenti con il profilo richiesto, con particolare attenzione agli incarichi già svolti in ambito penitenziario, pubblico o comunque in settori attinenti. Potranno essere valorizzati anche master, dottorati, ulteriori percorsi formativi, esperienze professionali specifiche e conoscenze linguistiche certificate.

La seconda fase consiste in un colloquio di idoneità, finalizzato a verificare la preparazione del candidato e la sua capacità di operare nel contesto dell’esecuzione penale, ad accertare nozioni teoriche e a valutare la consapevolezza del ruolo, la conoscenza dell’ambiente penitenziario e l’idoneità professionale rispetto alle attività di osservazione, trattamento, supporto e mediazione.

Per tutti i candidati, il colloquio verterà su:

  • cenni di Ordinamento Penitenziario, con riferimento alla Legge n. 354/1975 e successive modifiche;
  • organizzazione degli istituti penitenziari;
  • attività di osservazione e trattamento dei detenuti;
  • disciplina interna degli istituti di pena;
  • misure alternative alla detenzione;
  • Regolamento di esecuzione dell’Ordinamento Penitenziario, cioè il D.P.R. n. 230/2000;
  • cenni sul Testo Unico in materia di tossicodipendenza, D.P.R. n. 309/1990, come modificato dalla Legge n. 45/1999.

Per gli Psicologi e i Criminologi, il colloquio approfondirà anche i principali riferimenti teorici relativi alla devianza e alla criminalità, oltre alle tecniche professionali utilizzate nell’osservazione e nel trattamento della popolazione detenuta. Potranno quindi essere affrontati temi come il colloquio clinico, l’utilizzo di test, la valutazione del comportamento, la lettura dei fattori di rischio e protezione e il ruolo dell’esperto nel lavoro con l’équipe penitenziaria.

Per i Mediatori culturali, invece, il colloquio sarà orientato alla verifica delle competenze in materia di mediazione interculturale. Saranno oggetto di valutazione la teoria e la tecnica della mediazione culturale, i principi di pedagogia interculturale, la psicologia dell’immigrazione, la legislazione nazionale in materia di immigrazione e tutela del diritto d’asilo, oltre ai principi del diritto internazionale e comunitario sulla tutela dei diritti umani.

PUNTEGGIO E IDONEITÀ

La Commissione attribuirà un punteggio unico, fino a un massimo di 12 punti. Per ottenere l’idoneità e poter essere inseriti negli elenchi sarà necessario raggiungere almeno 6 punti.
Il mancato raggiungimento della soglia minima comporterà la non idoneità. L’inserimento nell’elenco, invece, non garantisce automaticamente il conferimento dell’incarico, ma consente all’Amministrazione Penitenziaria di attingere al nominativo del professionista qualora si presenti una necessità presso gli istituti interessati.

IL CONTESTO DI LAVORO

Gli esperti selezionati opereranno in un settore particolarmente delicato dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria si occupa dell’esecuzione delle misure cautelari, delle pene e delle misure di sicurezza detentive, oltre che delle attività previste dalla legge per il trattamento dei detenuti e degli internati.
Per questo motivo, il lavoro di psicologi, criminologi e mediatori culturali può assumere un ruolo decisivo nei percorsi di osservazione, trattamento, inclusione, gestione delle fragilità e supporto alle attività intramurali.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda di partecipazione deve essere presentata entro il 21 maggio 2026, utilizzando esclusivamente il modello previsto dall’avviso.
I candidati in possesso dei titoli abilitanti per più categorie professionali possono presentare domanda per ciascun elenco riferito alle Corti d’Appello di Firenze e Genova.

La domanda deve essere compilata in tutte le sue parti, sottoscritta e corredata da copia di un documento di riconoscimento valido. La mancanza della sottoscrizione o del documento può comportare l’esclusione dalla selezione.

L’istanza deve essere indirizzata al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e inviata tramite PEC all’indirizzo:

[email protected]

Alla domanda deve essere allegato anche il Curriculum vitae et studiorum in formato europeo. Le comunicazioni relative alla procedura saranno trasmesse esclusivamente all’indirizzo PEC indicato dal candidato.

AGGIORNAMENTI

Si rinvia all’avviso disponibile sul sito del Ministero della Giustizia per tutte le informazioni, e si invita a restare aggiornati sul nostro sito e sui nostri gruppi Facebook e Telegram.

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