mercoledì, 29 Maggio 2024

Concorsi pubblici nel caos: Formez commissariato, che succede

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Una nuova accelerata arriva dal Governo riguardo il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), giunto ormai alla sua seconda edizione, e più in generale sui concorsi pubblici. Le amministrazioni italiane, infatti, è ormai da tempo che lamentano degli importanti vuoti d’organico dovuti al quasi ventennale blocco delle assunzioni in funzione del contenimento della spesa pubblica.

Questa volta, però, i comuni hanno bisogno di assumere progettisti ed ingegneri in tempi brevi e proprio per questo il Governo ha deciso di intervenire direttamente sull’organo di gestione, il Formez, presieduto dall’ex ministro della cultura, Alberto Bonisoli.

Il Formez, che può essere considerato una sorta di centrale operativa dei concorsi pubblici, ha reso noto che circa il 20% dei vincitori dei concorsi pubblici si è alla fine tirato indietro. Il motivo è da ricercare nei contratti proposti, prevalentemente a tempo determinato, e nel fatto che i giovani non sono più disposti a sottoporsi ad onerose trasferte o a trasferirsi lontano da casa per uno stipendio, quello della pubblica amministrazione italiana, alquanto contenuto per i costi della vita considerata l’inflazione di circa il 9,2%.

A questo si aggiunge poi il numero elevatissimo di concorsi pubblici che sono stati banditi nell’ultimo biennio. In virtù delle numerose possibilità, infatti, candidati hanno partecipato a più concorsi risultando vincitori per più posizioni lavorative e optando, poi, per il posto più vantaggioso. In questo modo, però, le amministrazioni meno ambite sono andate in difficoltà.

FORMEZ COMMISSARIATO

Quindi, considerando quanto detto in precedenza, il Governo ha deciso di intervenire direttamente sull’organo di gestione, formazione e assistenza, il Formez, che è a rischio commissariamento. Infatti, il decreto in arrivo, che punta ad accelerare le assunzioni nella PA, contiene una norma per il commissariamento per azzerarne i vertici.

Allo stesso tempo, per evitare che alcuni Enti possano andare in difficoltà è possibile che venga data l’opportunità a chi raggiunge l’età pensionabile, ma lavora ai progetti legati al PNRR, di continuare a prestare servizio.

GLI OBIETTIVI

L’obiettivo del Governo è quello di incrementare le assunzioni nella pubblica amministrazione per far fronte alla carenza e al turnover del personale. In quest’ottica si prevede il reclutamento di circa un milione di persone entro il 2030 per raggiungere un’età media dei dipendenti di circa 50 anni.

Dunque, bisognerà attrarre nuovamente i giovani che non sognano più il posto fisso nella PA. Ad oggi, infatti, il Formez ha reso noto che si possono contare circa 40 candidati per posto a disposizione rispetto ai 200 che se ne contavano prima del 2018.

Il problema dell’età si riflette poi anche sull’economia in quanto il Governo spende circa 40 euro per dipendente in corsi di formazione perché c’è un importante dislivello tra i titoli di studio e le competenze richieste in attuazione del PNRR.

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