lunedì, 4 Marzo 2024

Concorsi pubblici in Italia, fuga e rinuncia da parte dei candidati

Nonostante la grande affluenza di candidati, i concorsi pubblici in Italia stanno registrando un dato di rinunce abbastanza alto

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La Pubblica amministrazione e i concorsi pubblici in Italia sono ancora una tappa molto ambita dai cittadini che sperano in una qualità di vita migliore e stipendi più adeguati. Nel corso di questi anni, inoltre, c’è stata una vera e propria riforma che ha portato ad una semplificazione delle procedure concorsuali attirando sempre più l’attenzione dei candidati.

Nonostante questi dati, è saltato all’occhio un fenomeno particolarmente rilevante: quello inerente alle grandi rinunce e fughe. Questo è quanto emerge dal Rapporto Formez PA curato dal Centro studi e attività internazionali che ha analizzato i concorsi pubblici tra il 2010 e il 2022.

LAVORARE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PIACE

Una cosa è certa, sebbene in Italia ci siano ancora disparità territoriali, ai cittadini piace lavorare per la Pubblica amministrazione. I dati parlano chiaro: le procedure concorsuali semplificate hanno visto in media 102,3 candidature per ogni posto assegnato, mentre quelle ordinarie 67.

L’età media dei nuovi ingressi si alza a 36 anni, l’80% possiede una laurea. Il report, inoltre, fa luce su un altro fenomeno, quello legato all’elevata partecipazione femminile: 6 donne su 10 sono risultate idonee.

I profili professionali ricercati sono molti: il 76,9% è stato destinato a reclutare e assumere funzionari, il 21,5% figure di assistenti e l’1,6% figure come operatori.

LE RINUNCE AUMENTANO

Nonostante la Pubblica amministrazione goda di un certo tasso di popolarità, il fenomeno delle rinunce sembrerebbe sempre più concreto. Molti candidati risultati idonei alla graduatoria finale rinunciano al posto. Perché? I motivi sono diversi:

  • poca attrattività del settore pubblico;
  • preferenza per posti di lavoro a tempo indeterminato;
  • difficoltà nella copertura dei posti assegnati nelle regioni settentrionali.

Il report spiega: “Di questi fattori, quello che meglio spiega il fenomeno delle rinunce dell’ultimo biennio è la tipologia di contratto previsto dai bandi di concorso sopra indicati”.

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