domenica, 3 Marzo 2024

Bonus 3.000 euro: come richiedere il contributo contro il caro bollette

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Il Decreto Aiuti Quater, in attesa di pubblicazione in Gazzetta, alza a 3.000 euro il bonus erogabile ai dipendenti liberamente dalle aziende per sostenere i costi delle utenze domestiche e contrastare il caro bollette. Ecco tutto ciò da sapere e come richiederlo.

DI COSA SI TRATTA?

Il bonus bollette, contenuto nel Decreto Aiuti Quater, viene concesso liberamente dai datori di lavoro per fronteggiare la crisi economica e il caro costi in merito alle utente domestiche. Questa agevolazione, infatti, è un ulteriore incremento rispetto a quello contenuto nel Decreto Aiuti Bis, per il quale sono stati stanziati circa 86,3 milioni di euro e potrà essere applicata per tutto il 2022.

A CHI SPETTA?

Il rimborso per luce e gas in busta paga spetta a tutti i dipendenti del settore privato. Inoltre, tra i datori di lavoro interessati vanno ricompresi anche:

  • enti pubblici economici;
  • lavoratori autonomi e studi professionali;
  • soggetti che non svolgono un’attività commerciale.

Per quanto riguarda i dipendenti, invece, sono inclusi anche:

  • collaboratori tipo CO.CO.CO, amministratori, lavoratori autonomi occasionali;
  • altri soggetti percettori di redditi di lavoro assimilato, come per esempio i tirocinanti.

Restano esclusi gli statali ai quali il benefit non si applica. 

COSA FINANZIA IL BONUS

Sono incluse esclusivamente le utenze domestiche quindi servizio idrico integrato, energia elettrica e gas naturale. L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha precisato che le utenze possono riguardare anche immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti non solo dal dipendente stesso ma anche dal coniuge o suoi familiari. L’unica condizione è che siano loro a sostenere le relative spese.

Inoltre, sono incluse nel bonus anche le utenze domestiche intestate al condominio e successivamente ripartite tra i condomini.

COME RICHIEDERE IL BONUS BOLLETTE

Come anticipato, non occorre produrre nessuna formale domanda per richiedere il bonus poiché spetta al datore di lavoro, su sua libera iniziativa, attribuire questo benefit incrementando la retribuzione senza dover pagare tasse e contributi. Tuttavia, sarà necessario che il datore di lavoro richieda ai dipendenti i documenti giustificativi delle spese energetiche sostenute, come ad esempio le fatture.

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