sabato, 20 Agosto 2022

Concorso Ministero della Giustizia 5410 posti, quesiti errati nel profilo data entry? Ecco che succede

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Si sono concluse le prove scritte del concorso indetto dal Ministero della Giustizia per il reclutamento di 5410 unità, che hanno visto la partecipazione di migliaia di candidati.

Non sono mancati però i problemi.

Infatti se, da un lato, si è registrata una possibile violazione del principio di trasparenza – che potrebbe condurre a ricorsi, con serie conseguenze sulla prosecuzione del concorso – nella redazione degli elenchi dei convocati alle prove scritte in cui non è stato indicato il punteggio conseguito per i titoli dai candidati ammessi, dall’altro, si è riscontrata la presenza di quesiti ambigui, erronei o privi del requisito dell’univocità della risposta esatta, requisito ritenuto dalla giurisprudenza amministrativa fondamentale per la legittimità del quesito.

Pare ormai certa la presenza di almeno 3 quesiti errati nel test somministrato per il profilo operatore data entry, i quesiti – in particolare – riguarderebbero:

a) il numero di fasi in cui si divide il procedimento legislativo ordinario;

b) il numero di fasi del procedimento di revisione costituzionale;

c) l’esercizio del potere di nomina di senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica.

Tali quesiti sembrerebbero non soddisfare il requisito dell’univocità della risposta esatta o, come nel caso della nomina di senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica, non essere presente una risposta esatta tra le opzioni indicate.

Allo scopo di cercare di fornire una tutela ai candidati che nel corso delle prove scritte hanno incontrato quesiti errati/ambigui e che per tale ragione non riusciranno ad ottenere l’idoneità ambita, la nostra Redazione ha contattato l’avv. Riccardo Ferretti, specializzato in Diritto Amministrativo, con speciale riguardo alla materia dell’accesso al pubblico impiego, il quale si è reso disponibile per fornire una consulenza legale al fine di verificare i presupposti per introdurre un ricorso al TAR Lazio finalizzato ad ottenere l’annullamento dei quesiti contestati e, conseguentemente, il riesame della posizione del ricorrente con l’attribuzione del punteggio ingiustamente negato.

Si precisa che, rispetto alla presenza di quesiti errati/ambigui, sarà sempre necessaria la previa valutazione del singolo questionario e la segnalazione del quesito “incriminato”.

Pertanto, chi è interessato ad ulteriori informazioni può inviare una mail per chiedere informazioni ed una valutazione del questionario (in maniera totalmente gratuita) all’indirizzo [email protected] o compilare il seguente form:

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